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one true answer featured snippet

by Debora

Alla fine dello scorso mese Google aveva elencato alcuni passati presidenti degli Stati Uniti d’America come membri del Ku Klux Klan, anche se non c’è nessuna evidenza che ciò sia vero. Nel 2014, il motore di ricerca affermava che l’allora presidente Barack Obama fosse il re degli Stati Uniti. Com’è possibile?

Con quella che Danny Sullivan, fondatore ed editor di Search Engine Land, definisce come “One True Answer”, ovvero l’unica vera risposta. Ciò significa che viene evidenziato un risultato web come se fosse il migliore rispetto agli altri. Ma a volte succede che sia quello sbagliato.

La “One True Answer” di Google

Quando si cerca qualcosa nella barra della ricerca, effettuando una query, Google prende uno dei primi dieci risultati e lo inserisce in un box speciale. L’obiettivo è quello di evidenziare il risultato che sembra essere il migliore tra i primi dieci della SERP, quello che meglio si adatta per rispondere alla domanda. Questa funzionalità di Google si chiama “featured snippet”.

Google sembra così riporre talmente tanta fiducia in quel risultato da elevarlo rispetto agli altri; i suoi algoritmi premiano il risultato ponendolo in primissima posizione. Eppure capita che sia sbagliato, come nel caso di Obama appellato come “re” degli Stati Uniti.

Da cosa derivano gli errori?

Di fronte a una query che richiede un’informazione circoscritta (come la definizione di un termine), Google sceglie tra tutti i risultati indicizzati per quella query il contenuto che risponde alla domanda nel modo più autorevole, semplice e concreto.

Tuttavia, essendo gli algoritmi determinanti nella scelta del featured snippet, può capitare che l’informazione selezionata non corrisponda alla realtà. A supporto di questa tesi, Sullivan presenta questo esempio: alla query “I Repubblicani sono uguali ai Nazisti?, Google risponde “Sì”.

Come risolvere le One True Answer

Google processa 5 miliardi di query al giorno e, anche se al momento le featured snippet appaiono solo nel 15% delle ricerche, si tratta comunque di un miliardo di One True Answer al giorno. Gli esseri umani (e il web spam team) non possono controllarle tutte per verificarne la correttezza.

La soluzione estremasecondo Sullivan, sarebbe quella di non mostrare più le featured snippet nei risultati di ricerca quando le query vengono digitate. Ciò permetterebbe anche agli utenti di allenare il proprio spirito critico, portandoli ad analizzare tutti i risultati (almeno quelli della prima pagina) e cercando di capire qual è il migliore.

Sullivan suggerisce inoltre che Google, per mitigare queste problematiche, potrebbe specificare con più onestà che i risultati delle featured snippet potrebbero essere incorretti. Una postilla aggiunta alla featured snippet (per esempio “Non sappiamo se questo sia corretto, ma secondo…”), potrebbe essere una buona alternativa.

In ogni caso, Sullivan ritiene che Google debba attivarsi per risolvere questa questione.

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One True Answer: quando Google fa errori